Cos’è il CBD

Che cos’è il CBD?

In questa guida proveremo a spiegarti tutto ciò che, a parer nostro, è importante sapere sul CBD. Che cos’è, perché è sempre associato alla pianta di Cannabis, quali sono le sue funzioni e quali i benefici, come si produce e come si assume, che cos’è nello specifico l’olio al CBD, le sue caratteristiche, i dosaggi e come conservarlo. Insomma, cercheremo di guidarti nel favoloso e ancora poco esplorato mondo del CBD e dell’olio al CBD.

CBD, cos’è e perché è sempre associato alla pianta di Cannabis

Il Cannabidiolo (CBD) è uno dei tanti principi attivi (Cannabinoidi) che vengono prodotti e sono contenuti nella pianta di Cannabis, per la precisione si tratta di un metabolita. Attenzione però, non è semplicemente uno dei tanti, ma si prefigura come il principale componente medicale, seguito dal THC, il tetraidrocannabinolo che è anche la sostanza complice degli effetti “dello sballo” derivanti dall’assunzione della Cannabis a differenza del CBD che non è psicotropo e non crea dipendenza o assuefazione.

Il compito del CBD è quello di interagire costantemente con il sistema endocannabinoide presente negli esseri umani e nei mammiferi in generale e, insieme, lavorare per il mantenimento o il ripristino dell’omeostasi interna dell’organismo. In altre parole, CBD e il sistema endocannabinoide agiscono per un sostanziale stato di equilibrio psicofisico.

Cos’è il sistema endocannabinoide?

Per comprendere bene il CBD è necessario citare il sistema endocannabionide. Il sistema endocannabinoide è un sistema complesso fatto di cellule in comunicazione tra loro, sparse in varie zone del corpo. Secondo gli scienziati si è sviluppato nei mammiferi, nei rettili e negli invertebrati nel corso dell’evoluzione, difficile stabilirlo con precisione, comunque ben prima dell’avvento della Cannabis Sativa sulla terra.

Il sistema agisce tramite i suoi recettori, CB1 e CB2, che si trovano nell’area centrale del sistema nervoso e in quella periferica, nei polmoni, nel sistema cardiovascolare, nel fegato, nel pancreas, nel colon, negli organi del sistema riproduttivo, nelle ossa, nel tessuto muscolare e nell’apparato del sistema immunitario. Già da una breve quanto sommaria sintesi della sua complessa presenza si può intuire la capillarità e l’importanza di tale sistema nei meccanismi organici degli esseri umani. Il funzionamento principale è quello di contribuire al regolamento di molte funzioni vitali, di omeostasi interna, di equilibrio organico, quando il nostro benessere psicofisico viene messo a rischio da agenti esterni.

In sostanza i recettori cannabinoidi interagiscono con vari composti chimici e svolgono la funzione di sintonizzare (sulle giuste frequenze) le reazioni del nostro corpo, “spiegando” alle cellule come gestire  gli agenti chimici esterni che interferiscono con le funzioni vitali di tutti i giorni: dormire, mangiare, digerire, lo star bene sia a livello organico che umorale. Il CBD, in tutto ciò, può essere visto come un “direttore d’orchestra” creando armonia nel funzionamento fra i due recettori.

Per approfondire il Sistema Endocannabinoide vi consigliamo la lettura di un articolo del nostro blog specifico sull’argomento.

I cannabinoidi presenti nelle piante di cannabis

La Cannabis è una pianta complessa, al suo interno sono stati identificati più di 600 composti chimici di cui al momento 66 sono stati individuati come cannabinoidi, mentre più di un centinaio sono i terpeni da cui dipende l’aroma e l’effetto dei fiori della pianta di cannabis. Il processo di analisi della pianta non è ancora concluso e soprattutto non c’è ad oggi abbastanza ricerca scientifica riguardo gli effetti ed le potenziali applicazioni della maggior parte dei cannabinoidi individuati. Di cui il CBD è sicuramente il più importante per presenza in termini percentuali e per proprietà e funzioni ma visto l’elevato numero di cannabinoidi rilevati, e le sigle assegnate per identificarli che spesso sono molto simili tra loro si potrebbe fare un po’ di confusione.

CBD e THC Confronto

Per fare un po’ di chiarezza tra i più importanti cannabinoidi dobbiamo il Cannabidiolo (CBD), poi il Cannabicromene (CBC), il Cannabigerolo (CBG), il Cannabinolo (CBN), il celeberrimo Tetraidrocannabinolo (THC) e il Tetraidrocannabivarina (THCV). Ma qual è la differenza tra di loro?

  • CBC: ancora poco si sa sul CBC. Come il CBD non è psicotropo e sempre come il CBD infonde rilassatezza e combatte gli stati d’ansia. Secondo alcuni studiosi, come ansiolitico, ha un impatto maggiore persino del Cannabidiolo. È il terzo cannabinoide più presente nella pianta.
  • CBG: secondo gli studi, si tratta di un terpenofene con proprietà chimiche che possono avere diverse funzioni e applicazioni in campo farmaceutico e non solo. È un dato rilevante che spesso il CBG presenta una concentrazione di THC non superiore allo 0,2%, come richiesto dalla legge europea nell’ambito della coltivazione legale di Cannabis industriale e questo dato fa di lui, come il CBD, una sostanza ritenuta non psicotropa ed è la molecola da cui si generano, in stadi di sviluppo successivi, CBD e THC a seconda dei geni della pianta. Per cui è intuibile come il CBG sia una sostanza molto presente in uno stadio “fresco” della pianta, quando essa è ancora giovane e nel pieno del suo vigore. Per approfondire potete leggere l’articolo del nostro blog dedicato al CBG: Che cos’è il CBG della Cannabis?
  • CBN: a differenza del CBG, il CBN si genera una volta che CBD e THC sono già nati. Quando le molecole di CBD e THC cominciano a scomporsi in molecole più piccole, da queste si sviluppano i Cannabinoli. Qui ci si trova già in uno stadio avanzato della vita della pianta. I Cannabinoli entrano in gioco quando la pianta è coltivata ormai da tempo oppure, in modo inappropriato, seccando e disidratando l’arbusto e le foglie. Ha effetti sedativi pesanti ed è, in piccola parte, psicoattivo, specie nei soggetti più sensibile ad accusare gli effetti psicotropi.
  • THC: il più famoso ed il più temuto dal punto di vista legislativo. La sua struttura molecolare è molto simile a quella del CBD; eppure, gli effetti sostanziali che provocano sono agli antipodi. Il CBD, come dicevamo, ha un effetto regolatore e rilassante, il THC invece produce effetti psicotropi. È arcinoto ormai che, dopo l’assunzione del THC, il cervello rilascia seretonina, sostanza chimica che produce il cosiddetto “sballo” e sbalzi umorali agendo nel sistema nervoso centrale.
  • THCV: Il THCV ha una composizione chimica simile al THC ma con una lieve differenza nella quantità di atomi della catena laterale: 3 per il THCV, 5 per il THC. Questo dettaglio nella composizione chimica del THCV rispetto al THC ha grandi differenze nel modo in cui il corpo li metabolizza e li utilizza. Il THCV non è segnalato come sostanza psicotropa ed ha il beneficio di regolare l’appetito e infondere energia.

I Benefici del CBD

Alcuni di questi benefici sono ampiamente sostenuti da ricerche scientifiche, altri sono frutto delle esperienze dei consumatori che nel mondo ne apprezzano le qualità. La ricerca scientifica in questo settore è ancora agli inizi e ben lontana dall’esaurire le potenziali applicazioni terapeutiche del CBD e degli altri cannabinoidi derivanti dalla Cannabis. Ad oggi, al CBD vengono attribuiti benefici nel caso di sintomi e patologie che vanno dall’ansia all’insonnia, dallo stress all’emicrania e ai dolori cronici, dall’epilessia ai disturbi neurodegenerativi ed endocrini.

È rilevante sottolineare che l’azione del CBD non provoca una reazione per cui si stabilisce una nuova omeostasi, ma funge da vero e proprio equilibratore delle parti. La sua funzione primaria è quella di agevolare il funzionamento degli endocannabinoidi difendendoli dall’enzima FAAH (Amide Idrolasi degli Acidi Grassi), che si insinua fra le parti cercando di inibirne il regolare funzionamento.

Gli Effetti Benefici del CBD sugli organi del corpo umano

Altro meccanismo con cui il CBD favorisce l’omeostasi è quello dell’attivazione dei recettori vanilloidi specifici per l’area del dolore (TRPV1), riducendo intensità e percezione del dolore. Il CBD è anche responsabile dell’attivazione dell’acido-gamma-amminobutirrico, detto anche GABA. Il GABA ha il compito di regolare lo stato di rilassamento. Quando viviamo una situazione di forte stress e agitazione o soffriamo d’insonnia il GABA entra in gioco per ripristinare uno stato di rilassamento che favorisce la riduzione dei sintomi di iperstimolazione celebrale. Non a caso il CBD viene anche utilizzato per favorire il sonno in alternativa ai famosissimi e abusatissimi Valium e Xanax, con la piccola ma non banale differenza che il CBD non dà assuefazione.

Negli ultimi periodi, l’utilizzo di ingredienti naturali nei cosmetici ha spinto i produttori a investire in attività di ricerca e sviluppo per la produzione di cosmetici con CBD.
La legittimazione e l’inserimento del cannabidiolo di origine naturale nel CosIng  è stato un passo cruciale per lo crescita di questo settore dell’industria cosmetica all’interno della EU.

Come si produce il CBD?

Il cannabidiolo (CBD), abbiamo già visto, si trova nella pianta della Cannabis Sativa sotto forma di tricomi. Ancora una volta ripetiamo che il CBD, a differenza del THC, è una sostanza legale perché non è psicotropa, quindi può essere somministrata e prodotta legalmente a partire da varietà di cannabis iscritte al registro comunitario europeo e ammesse alle coltivazioni a uso industriale. Si tratta di cannabis con un basso contenuto di THC (sempre al di sotto dello 0,2% come previsto dai limiti di legge italiani).

I metodi di estrazione

Ad oggi, ci sono vari modi e metodi per estrarre il CBD e farne un prodotto a scopo terapeutico e antinfiammatorio.

Tutti i metodi utilizzati hanno in comune l’obiettivo di estrarre i composti chimici a partire dalla biomassa di Cannabis. Il CBD si ricava direttamente dai fiori delle piante di cannabis e per questo ha un effetto terapeutico maggiore. Agendo direttamente sul fiore, non sul seme, si possono ottenere soluzioni con alte dosi di CBD.

I metodi più comuni di estrazione utilizzano un solvente che può essere gassoso, come il CO2, oppure liquido a base alcolica di natura alimentare. I fiori vengono introdotti in un sito di estrazione dove vengono attraversati dal solvente ed esposti ad alte temperature per ottenere un estratto grezzo dalla pianta di canapa. In questo estratto ci sono tanti componenti della pianta, il CBD e quantità minori di altri cannabinoidi, clorofilla, cera, terpeni e tutto ciò che si può estrarre dalla pianta lo troviamo nella prima fase di estrazione che ha l’aspetto di una melassa scura e che conserva al suo interno tutto lo spettro di molecole della pianta di canapa.

Distillazione e raffinazione

A questo punto si può procedere distillando l’estratto per poter separare le varie sostanze che, una volta isolate, possono essere raffinate. Quanto più andiamo a raffinare il prodotto e quanto più si focalizza l’attenzione solo su una molecola specifica, tanto più nell’estratto finale ritroviamo alte percentuali di CBD e una quantità decisamente inferiore di tutte le altre sostanze. Una volta superata la soglia dell’80% di purezza del CBD all’interno dell’estratto, questo inizia a solidificare o, usando il termine specifico, a cristallizzare. Solo in questa fase si possono individuare i primi cristalli nell’estratto.

Il processo di raffinazione prosegue fino a eliminare tutto ciò che non sia cannabidiolo puro e ottenere un estratto finale puro al 99% e oltre: in pratica, con il cristallo abbiamo la molecola pura di cannabidiolo (CBD).

È importante non confondere, come spesso capita, l’olio prodotto dagli estratti di CBD con il più noto olio di semi di Canapa, che si ottiene con altra procedura (spremendo i semi della pianta). L’olio di semi di Canapa ha di solito basse concentrazioni di cannabinoidi ma è ricco di fibre, vitamine, Omega3 ed Omega5.

Non tutte le tipologie di olio CBD sono uguali

Una volta estratto il CBD può essere utilizzato per le varie preparazioni tra cui, appunto, l’olio. Anche qui però è necessario chiarire che non tutti gli oli sono uguali. E con questo non ci riferiamo alla differente “potenza” o concentrazione di CBD al loro interno ma bensì alla loro composizione.

Il CBD estratto precedentemente se assunto da solo, oltre a poter causare irritazioni avrebbe un sapore troppo forte e sgradevole, per questo vengono utilizzati degli oli ricchi di grassi vegetali, anche detti oli vettori, in cui viene disciolto il CBD.

Questi oli sono ottenuti da diverse piante e sono di norma poco saporiti e con odori non accentuati. Favoriscono l’assorbimento del CBD e allo stesso tempo apportano benefici grazie ai propri nutrienti. Questi oli, però possono variare molto tra di loro in termini di costo ed efficacia e per questo è bene capire quali sono i migliori per essere utilizzati in combinazione con il CBD.

  • Olio di Cocco non raffinato. Considerato uno dei migliori oli vettore perché assorbito meglio di molti altri oli e allo stesso tempo è associato a proprietà antibatteriche, miglioramento delle capacità cognitive e benefici per la pelle.
  • Olio di semi di Canapa. Come i semi da cui deriva, è considerato un “Superfood” grazie ai numerosi acidi grassi essenziali di cui è ricco che gli permettono di essere associato a proprietà antinfiammatorie, protezione celebrale e riduzione dei rischi di attacco cardiaco. E’ considerato il miglior olio vettore per il CBD.
  • Olio di Girasole. Anche lui ricco di vitamine e minerali è molto economico e di facile reperibilità per questo è anche, spesso, il più usato. Anche lui ha proprietà antiossidanti e promuove la rigenerazione della pelle.

Piante di cannabis e olio CBD

Olio Full Spectrum, Broad Spectrum o Isolate?

Molti non sono a conoscenza che gli oli al CBD sono classificati secondo queste 3 tipologie e coloro che ne hanno sentito parlare si chiedono cosa significhi aspettandosi risposte complesse e variegate. In realtà questo è uno di quei casi in cui parole difficili vengono usate per descrivere concetti semplici. Anche solo traducendo i termini in italiano, infatti si può iniziare a comprendere di cosa si tratti: Full Spectrum – Spettro Completo, Broad Spectrum – Ampio Spettro e Isolate – Isolato.

Questi termini indicano semplicemente gli ingredienti cannabinoidi contenuti nell’olio di CBD e ognuno di loro ha utilizzi e benefici specifici in base alle esigenze del consumatore. Ogni spettro identifica i vari altri componenti che lavorano insieme alle molecole di CBD, aumentando i benefici salutari di quest’ultimo.

Ciò che ogni produttore di CBD fa con i cannabinoidi estratti determina se il prodotto finale è catalogato come a spettro completo o ad ampio spettro e, in alcuni casi, solo come un isolato di CBD. Ecco cosa significa ogni spettro di cannabis:

  • CBD a Spettro Completo: Il CBD a spettro completo contiene tutti i componenti della pianta di cannabis. Ciò significa che può contenere tracce di tetraidrocannabinolo (THC).
  • CBD ad Ampio Spettro: Questo tipo di CBD non contiene THC. Tuttavia, contiene altri componenti della pianta di cannabis, quindi non sarà solo CBD al 100%. Consideratelo il figlio di mezzo delle tre scelte CBD.
  • Isolato di CBD: Il vostro prodotto CBD puro, l’isolato non contiene altri composti che si trovano nella cannabis, tranne il CBD stesso.

Nonostante siano tutti e 3 oli derivanti dalla lavorazione della cannabis, ogni prodotto ha proprietà diverse che lo rendono un prodotto adatto ad alcuni rispetto ad altri.

Olio CBD Full Spectrum

L’olio CBD full spectrum è senza dubbio il miglior olio CBD per coloro che vogliono massimizzare i benefici del CBD. Questo avviene perché quando sono presenti tutti i componenti della canapa avviene il cosiddetto effetto entourage, cioè la normale amplificazione degli effetti benefici grazie alla cooperazione delle varie molecole tra loro. Il risultato della combinazione fra tutte le sostanze contenute nella cannabis è dimostrato da numerosi studi scientifici e può modificare significativamente l’azione dei principali principi attivi, migliorandone l’efficacia e riducendo al minimo i possibili effetti collaterali.

Nonostante il contenuto di THC sia minimo nei prodotti legalmente riconosciuti dalla legge, ci potrebbero essere delle persone che non vogliono assolutamente entrare in contatto con questo componente. Bisogna comunque considerare che il THC non è mai presente in concentrazioni superiori allo 0,2%, ricordando inoltre che la marijuana illegale vanta concentrazioni fino al 30%.

Dall’ampia letteratura scientifica, nonché dalle considerazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, possiamo tranquillamente affermare che per concentrazioni inferiori all’1% di THC non ci sono effetti psicoattivi rilevabili, mentre per avere i primi effetti si dovrebbe andare verso il 5/6% di THC, valori molto lontani dalla normativa italiana rendendo i prodotti in commercio sicuri al 100%.

Olio CBD Broad Spectrum

La seconda migliore scelta per coloro che vogliono beneficiare dell’effetto entourage senza assumere THC è l‘olio CBD Broad Spectrum. Esattamente come per il full spectrum, il broad spectrum ha tutti i componenti attivi della canapa quali CBD, CBG, CBN, CBC, ma non ha il THC. La sua efficacia è assicurata dalla composizione broad spectrum, sinonimo della presenza naturale della gamma completa di cannabinoidi e terpeni che hanno dimostrato proprietà lenitive, anticonvulsive, antiossidanti, antiemetiche, ansiolitiche, antipsicotiche e neuro protettive, tuttavia senza avere traccia di THC.

La domanda viene naturale, perché una persona dovrebbe rinunciare all’effetto entourage? Il motivo è semplice, l’olio cbd isolato è la risposta giusta per coloro che vogliono testare il cannabidiolo su sé stessi senza la minima interferenza. È vero che si rinuncia agli effetti benefici degli altri componenti, ma in questo modo si può approfondire la conoscenza di questa fantastica molecola.

Perchè è importante scegliere un olio al CBD di qualità?

Alla luce di quanto esaminato riguardo il processo produttivo e le diverse tipologie di olio al CBD ne emerge che prima di procedere alla scelta dell’olio è fondamentale informarsi sui metodi con cui viene prodotto un olio al CBD, sulla sua tipologia, sulla sua origine, sulla sua qualità e, infine, sulle migliori modalità di utilizzo.

Purtroppo, trattandosi di un prodotto relativamente nuovo, l’olio al CBD spesso risente dell’assenza di una regolamentazione della filiera produttiva che spesso può portare il consumatore all’acquisto di prodotti che non rispecchiano le caratteristiche desiderate o che addirittura contengono sostanze che potrebbero essere nocive (metalli pesanti, muffe etc..).

È quindi sempre consigliabile scegliere un prodotto che sia stato creato possibilmente da coltivazioni locali e preferibilmente senza l’utilizzo di pesticidi. In secondo luogo, è preferibile optare per un olio di CBD che certifichi in maniera esatta la quantità di cannabidiolo presente.

L’Olio di CBD di Everweed è prodotto partendo dalle nostre varietà di cannabis a basso contenuto di THC (come previsto dai limiti di legge italiani) all’interno del parco nazionale dei Monti Sibillini, senza l’utilizzo di pesticidi. Seguiamo un processo produttivo, certificato GACP (Good Agricultural and Collecting Practices), che rispetta una serie di requisiti e standard di qualità molto precisi. Le nostre piante vengono monitorate costantemente ed sottoposte ad analisi, da parte di istituti terzi, per confermare il corretto dosaggio di cannabinoidi e l’assenza di muffe, batteri e metalli pesanti.

Infine, le piante vengono preparate per l’estrazione ed alla diluizione in olio di semi di canapa, estratto a freddo, per ottenere le varie concentrazioni sia in versione full spectrum che broad spectrum (quest’ultimo dopo aver sottoposto l’estratto ad un processo di distillazione per eliminare ogni traccia di THC).

Perchè assumere Olio CBD?

Uno studio molto interessante, del 2004, del ricercatore E.B. Russo, ipotizza in taluni individui una carenza nel produrre un numero sufficiente di endocannabinoidi. Questa carenza rendere poco efficace tutto il sistema regolatore provocando una sindrome de deficit endocannabinoidale, definita CECD,  che metterebbe a rischio la salute generale e il nostro equilibrio psicofisico. Molte malattie o condizioni da stress che subiamo potrebbero essere parzialmente curate anche attraverso l’assunzione e il giusto bilanciamento degli endocannabinoidi presenti nel nostro sistema. Stiamo parlando nello specifico di malattie e disturbi come: sclerosi multipla, anoressia, epilessia, cancro, glaucoma, obesità, schizofrenia, problemi cardiovascolari, morbo di Parkinson, malattia di Huntington, morbo di Alzheimer, sindrome di Tourette.

Assumere piccole dosi di endocannabinoidi come integratori può rafforzare e migliorare il funzionamento del nostro sistema originario.

Il CBD è anche un rimedio naturale per alleviare dolori temporanei o cronici, nelle malattie degenerative delle ossa, emicranie e dolori mestruali. Esso interagisce con i recettori endocannabinoidi che regolano e veicolano nell’organismo la percezione del dolore. Gli effetti sul nostro corpo sono quelli di un’azione rilassante e di scarico completo dell’apparato muscolare.

Genera inoltre rilassamento mentale, incidendo sul sistema nervoso attraverso sensazioni di sollievo generale, permettendo di agire sull’umore migliorandone lo stato quotidiano. Benefici immediati e più comuni: calano le manifestazioni legate all’ansia e allo stress, aumenta la capacità di concentrazione.

Come si assume il CBD?

Il CBD può essere somministrato in vari modi che stanno avendo un discreto successo nel mercato dei prodotti della cannabis legale. Il motivo? Perché si possono assumere senza essere fumatori, beneficiando degli effetti rilasciati a livello psicofisico dal CBD.

  • Olio al CBD o capsule per somministrazione orale: Il modo più efficace è l’applicazione sublinguale delle gocce al CBD, quindi per via orale. Così facendo le proprietà dell’olio entrando in contatto coi capillari della lingua vanno direttamente nel sangue. Si percepisce l’effetto in tempi brevissimi. Altra maniera, sempre per via orale, è l’ingestione in soluzione oleosa o in capsule (della giusta dose). Si tratta di un modo altrettanto comodo e veloce come il precedente, ma meno efficace nei benefici. L’ingestione per via orale prevede un primo passaggio epatico, cioè nel fegato, con conseguente metabolizzazione di una parte di cannabidiolo e delle sue proprietà.
  • Cristalli di CBD : Il CBD estratto non può essere assunto per inalazione, ovviamente. Ma i suoi cristalli sì. I cristalli si ottengono con una ulteriore lavorazione dopo aver ottenuto l’olio al CBD. In seguito, attraverso un comune vaporizzatore che evita ogni processo di combustione, è possibile inalare la sostanza. La temperatura giusta in cui impostare i gradi caloriferi del vaporizzatore è 180°. Importante evidenziare che il vaporizzatore sia di quelli adatti a contenere anche materiale liquido, e non solo materiale secco. Il motivo è che il processo di scioglimento dei cristalli sottoposti ai 180°, fa sì che i cristalli stessi diventino liquido oleoso (liquido che poi viene vaporizzato e inalato).
  • Il CBD liquido per sigaretta elettronica: Vengono chiamati e-liquid o e-juce, sono i liquidi delle sigarette elettroniche, sottoposti al processo di vaporizzazione per simulare l’effetto del fumo. Di questi liquidi ne esistono gusti di tutti i tipi e c’è anche quello al cannabidiolo. Questo può essere un altro modo per assumere CBD, il meno salutare ovviamente e il meno efficace dato che si tratta per lo più dell’aroma e, solo in minima parte, di cannabidiolo.
  • Cosmetici al CBD: I cosmetici con CBD sono considerati un’autentica rivoluzione nel settore della cosmesi. Al CBD sono riconosciute proprietà antiossidanti, contrasta l’azione ossidante dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Il CBD ha inoltre funzione seboregolatrice assicurando l’equilibrio del film idrolipidico. In questo caso si consiglia l’utilizzo secondo i modi d’uso riportati sulle confezioni dei cosmetici.

Come somministrare l’Olio di CBD agli animali domestici:

Ebbene sì. I tempi cambiano e trasformano abitudini e consuetudini non solo di noi esseri umani ma anche dei nostri animali. Infatti è possibile infondere i benefici del cannabidiolo anche a loro. Come? Non diversamente da come noi assumiamo la sostanza. Lasciando perdere vaporizzatori e capsule è possibile miscelare l’olio con il cibo del nostro animale domestico.

Somministrazione dell'olio CBD per cani e gatti

Il dosaggio dell’olio CBD per gli animali dipende dalla taglia del nostro amico a quattro zampe, da un massimo di 0,5 mg per i più grandi, 0,25 mg per mezze taglie, fino a 0,1 mg per le taglie più piccole. Ci sono ormai tanti case-study in ambito medico sui benefici che il CBD apporta al mondo animale. In particolare ci piace sottolineare come, stando a numerose ricerche, il cannabidiolo dia benefici a livello osseo in casi di artrite e degenerazione della mobilità articolare negli animali più anziani.

Dosaggio ed effetti collaterali

Il CBD non ha particolari effetti collaterali, è ben tollerato dal corpo umano anche a dosaggi alti. Sono state evidenziate alcune controindicazioni che potrebbero manifestarsi quali ad esempio un lieve abbassamento della pressione, una sensazione di stanchezza e di testa leggera, bocca secca, ma generalmente questi effetti collaterali non sono debilitanti.

Diverso è il caso invece di assunzione contemporanea di CBD e farmaci. In particolare, alcuni studi hanno approfondito l’interazione tra il cannabidiolo ed alcuni farmaci epatici. In questi casi ed in tutti quelli in cui c’è un utilizzo concomitante di farmaci e CBD suggeriamo di chiedere un parere medico per assumere il prodotto con un profilo maggiore di sicurezza.

Un prodotto anche se biologico non può essere assunto in quantità illimitate. Ogni cosa ha il suo dosaggio e lo stesso vale per l’assunzione di CBD. Il peso del corpo: è un aspetto importante da prendere in considerazioni nell’assunzione del cannabidiolo. Indicativamente si consiglia di assumere un massimo di 5/6 mg per ogni 5 kg di peso corporeo.

Altro fattore da considerare è la tipologia della patologia e l’intensità: più grave e più forte è il dolore e maggiore sarà il dosaggio di CBD da assumere.

Si consiglia, poi, di aumento progressivamente il dosaggio. Come per qualsiasi farmaco consigliamo di iniziare con un dosaggio minimo secondo il proprio fabbisogno corporeo e aumentare progressivamente in base al persistere del dolore e alla reazione psicofisica alle prime assunzioni di CBD.

Ribadiamo infine di consultare sempre il proprio medico o un medico che già ha trattato con successo pazienti che hanno fatto uso di CBD come cura alla propria malattia o come semplice soluzione antinfiammatoria.

 

Dosi stimate di CBD in base al peso e all’intensità (in mg di CBD)

Peso (Kg) Bassa intensità Media intensità Alta intensità
45 kg 10 mg 30 mg 60 mg
57 kg 13 mg 38 mg 75 mg
68 kg 15 mg 45 mg 90 mg
79 kg 17 mg 52 mg 105 mg
90 kg 20 mg 60 mg 120 mg
102 kg 22 mg 67 mg 135 mg
113 kg 25 mg 75 mg 150 mg

 

Posso usare l’olio di CBD nei cibi e nelle bevande?

Un altro modo per consumare l’olio di CBD è aggiungerlo al cibo. Importante sapere che l’olio al CBD non solo può essere utilizzato, mischiato con altri cibi, come per esempio in una classica insalata, con il giusto dosaggio personale, ma può anche essere utilizzato in cottura. Mi raccomando è di non riscaldare il CBD oltre i 170° perché il prodotto si disgregherebbe. Altra raccomandazione: non friggere con l’olio al CBD.

Svantaggi della cottura con l’olio di CBD:

  • Non è possibile riscaldare direttamente l’olio di CBD
  • Manifestazione ritardata degli effetti
  • Difficoltà nell’ottenere una dose precisa (in base alla ricetta)
  • Funziona meglio nelle ricette con grassi sani

L’olio al CBD può essere somministrato non solo in aggiunta ai cibi ma anche alle bevande. In questo caso, come per i piatti freddi è molto semplice: basta aggiungere la dose congrua al vostro fabbisogno nel frullato, nel tè o tisana, nel caffè o in altre bevande.

Segnaliamo anche che il CBD è idrofobo e quindi si lega facilmente coi grassi da cui viene assorbito molto bene ed entra altrettanto bene in funzione. Meglio se i grassi in questione sono grassi sani alla stregua dello yogurt e di altri cibi forti di Omega3, Omega6, Omega9, acido pignolesco e acido linoleico (come certi tipi di pesce, avocado, semi, noci, legumi).

Come Conservare Correttamente l’Olio di CBD

Per evitare una veloce degradazione del colore e delle proprietà dell’olio consigliamo di conservare flaconi e boccette lontano da fonti di luce diretta e di calore. Una volta che il prodotto è stato aperto   suggeriamo di conservarlo nel frigorifero.


Conclusioni

Il CBD si delinea sul mercato come un integratore di nuova generazione, che può offrire sollievo naturale a tante patologie e sintomi. È un prodotto completo e articolato, come si è potuto evincere da questo articolo, che agisce all’interno della complessità del sistema endocannabionoide, fondamentale per il mantenimento di una giusta omeostasi organica. Se utilizzato con regolarità sarà possibile notare, in breve tempo, un netto miglioramento generale nella salute e nell’equilibrio del proprio benessere quotidiano.

Anche noi di Everweed offriamo le nostre tipologie di olio CBD, certi di dare un prodotto di qualità e diversificato per esigenze specifiche.

Speriamo che questa guida alla conoscenza e all’uso dell’olio CBD possa esservi utile per comprenderne meglio approccio, benefici e utilizzo. Vi ricordiamo ancora una volta di consultare sempre il vostro medico prima di assumere olio CBD o qualsiasi altro integratore per una patologia specifica.

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